3 GIORNO NORIMBERGA: I GIGANTI DI PIETRA. L' ESTETICA DEL POTERE ED IL PESO DELLA STORIA
ORE 8,30 PARTENZA PER NORIMBERGA
Alle ore 8,30 del 3 giorno, 19 Marzo, partenza in autobus GT per Norimberga. E dopo quasi 2h di Autobahn, l' autostrada Bundesautobahn 9, lasciando Monaco e andando verso nord, si è arrivati a Nuremberg, dal tedesco altomedievale Nuorenberc, la collina di pietra appunto. Siamo passati, all'incirca a metà strada, vicino ad Ingolstadt, dove sorge il misterioro ed ancestrale castello di Frankeinstein...ma questa è un'altra storia che racconteremo quando ci sarà l'occasione!
Siamo giunti in Franconia che "non è in Baviera". Questa differenza va spiegata perché sennò non si comprende perchè sulle torri della fortezza sono presenti due bandiere: quella bianca e rossa è della "provincia" della Franconia, mentre quella con rombi celesti su sfondo bianco è del Lander della Baviera (Bayern). Questa differenza nasconde un campanilismo storico-religioso che è ben rappresentato qui a Norimberga. Prima della pubblicazione delle tesi di Martin Lutero (1517), nella città c'erano solo chiese cattoliche; dopo quella data divennero tutte insieme, all'unisono diremmo, protestanti. Solo la "provincia-regione" di Monaco, che in verità è anche uno Stato federato, Lander appunto, rimase ancorata al cattolicesimo e questo spirito di diversità si avverte anche oggi, nella contrapposizione delle bandiere sventolanti sullo stesso edificio!
Norimberga ci accoglie con una splendida giornata di sole, così limpida che dalle rampe di accesso alla fortezza si può scorgere una visione panoramica dell'intera città, sviluppatasi ai piedi della collina. La visione è da immortalare e merita una foto di gruppo.
La guida è una gentile signora anziana ma dall'improponibile pronuncia per noi italici del suo nome germanico: Waltraud. Il significato letterale del nome Waltraud è "potente sovrano" o "governo forte". Questo nome era comune nella Germania medievale ed era popolare tra la nobiltà e i reali. In epoca medievale, il nome Waltraud era comune tra le donne di alto rango sociale ed era associato all'idea di forza e potere. Le donne che portavano questo nome erano considerate forti e capaci di governare con fermezza (cit.). Ma non divaghiamo troppo anche perché la guida ha messo subito in chiaro la questione: proponendo di chiamarla con il molto più rassicurante nome di Walterina!
Si vede che Walterina ama l'Italia e gli Italiani:...parla delle sue numerose visite nel Bel Paese, dei suoi monumenti, delle tante città d'arte e di Federico II, lo Stupor Mundi o Puer Apuliae. Per inciso, ed il fatto è stato sottolineato dalla stessa guida, l'imperatore svevo amava particolarmente la città da risiedervi diverse volte e da costruirle anche una chiesa...non vista perché all'interno della fortezza dove ci sono gli ufficio comunali. Ci parla anche del bel sole nostrano ed è qui che ci dice pure una cosa non tanto vera: "che il sole non lo abbiamo portato noi a Norimberga perché giornate assolate come quella odierna c'erano state anche nei giorni passati". Uhm, questa affermazione contrasta con quanto dichiarato al ristorante dall'altra guida, Enrica: la settimana prima a Nurberg c'era la neve!!
Bah, captatio benevolentia si sarebbe detto alla corte di Federico! Ma torniamo alla città di Norimberga, sorta alle pendici della collina di pietra, che dire: stupenda!!
Dal castello giù per le vie tortuose e strette, create da file di case a "grattuggia"...,ops errore è di una disattenta alunna, Ludovica mi pare, perché sollecitata la guida conferma che le case sono a graticcio, fatte cioè con un'armatura ad intreccio di rami, come i cesti di vimini, tamponati con fango e paglia.
Erano così le case semplici dei contadini e dei piccoli borghesi, sono invece di famiglie ricche e benestanti quelle che utilizzavano invece mura in pietra, stein appunto.
Arriviamo così in una piazza, sovrastata dalla collina della fortezza. Su di essa si affaccia la casa natale di Albrecht Durer (1471-1528), famoso incisore e disegnatore sempre vissuto a Norimberga a cui è dedicata la statua che si trova un po' più sotto (la fotografia mi è stata fornita da Marta).
Su questa piazza c'è una scultura in bronzo, Der Hase, che è il tributo a Durer dello scultore tedesco Jurgen Goetz che nel 1984 dà una interpretazione moderna del "Leprotto" del grande incisore. Le orecchie dell'animale non sono rizzate come nell'originale ora sono in basso, in segno di paura, e tutto intorno ci sono rami spezzati; gli occhi dell' animale sono vitrei di colore giallo ocra ed attraversati da venature e segni irregolari: insomma l'animale pacifico che siamo abituati a vedere saltellare nei prati e nei boschi è terrorizzato.
Il messaggio ha un chiaro valore ambientalista ed al tempo stesso inquietante ed incute una riflessione sul rapporto Uomo e Natura: Perché l'Uomo ha ridotto così la Natura?
Scendiamo ancora, seguendo le curve della strada e dopo aver superato lo slargo su cui si erge la statua dell'artista di cui si è offerta l'immagine sopra, arriviamo in una chiesa particolare, almeno nel nome, ma di grade importanza storico-religiosa. E' la chiesa dedicata a San Sebalto (in tedesco SebaldKirche)... E' una chiesa molto particolare non solo perché è dedicata ad un santo "fatto in casa", non se ne conoscono molte dedicate a lui, un eremita locale che soggiornò nei dintorni di Norimberga nel VIII secolo, ma perché divenne uno dei capisaldi del Protestantesimo nella Germania intera durante la Riforma luterana nella otta contro la Chiesa cattolica. Purtroppo era chiusa e non si sono potuti vedere le importanti testimoniante artistiche ed architettoniche che la caratterizzano.
Proseguendo l'itinerario arriviamo alla grande piazza del mercato di Norimberga, nota come
La piazza ospita anche la Fontana Bella (Schöner Brunnen), anch'essa in stile gotico, con una guglia molto accentuata, ingabbiata in una cancellata.
La nostra guida, (l'avevate dimenticata è?), Waltraud-Walterina ci ha parlato di un'antica leggenda locale che parla dell'anello incastonato nella parte alta dell'inferriata che se viene ruotato di un giro completo porterà fortuna al...fortunato.
L'anello è molto consumato dall'usura, segno che da tempo immemore tanti ci hanno provato. Ci abbiamo provato anche noi a farlo girare e vedremo se la leggenda sia vera oppure no!.
Siamo giunti al termine della mattinata nel centro storico di Norimberga, tutto pedonale e ricco di piazze, mercatini e negozi tradizionali, di chiese, di arte ed architettura. Ora ci aspetta il ristorante Bratwurst Röslein, in RathausPlatz n.6, dove dove "tradizione, amore per la nostra terra e senso di responsabilità. Le nostre radici franconi, la nostra tradizione familiare e un approccio rispettoso verso la natura" (cit.) per provare le primizie locali: il Braetzel, un pane dall'inconfondibile forma intrecciata, guarnito con burro e le Nürnberger Rostbratwurst, le caratteristiche salsicce di maiale condite con puré e crauti. Il pranzo termina con un gelato finale.
Il tutto irrorato, naturalmente per i soli docenti accompagnatori, da traboccanti boccali di birra, offerti dall'assessore al seguito.
Se la mattina si è conclusa in maniera così goliardica e rilassata, gustando le prelibatezze locali, il pomeriggio ci ha visto impegnati e coinvlti in maniera più profonda, nell'ottica dello spirito e del valore che il Viaggio della Memoria deve assumere.
Abbiamo visitato ciò che resta della Norimberga come FuhrerStadt, cioè una città-nuova nell'ottica della propaganda del regime che sia dalla fisionomia urbana che architettonica doveva assumere il ruolo di culla del Nazismo, che noi di Latina conosciamo bene. . Lo Stato prende il sopravvento sull'individuo, le libertà individuali non esistono più, tutto è potenza, forza, sopraffazione. E' questo lo spirito degli spazi e degli edifici pensati e realizzati dagli architetti del regime nazista in tutta la Germania, in cui un ruolo centrale ha Albert Speer (1905-1981).
Restano solo poche tracce di questi edifici ma da quello che abbiamo visto nella mostra e nel centro di documentazione del complesso dei raduni, allestita nella parte restante della Kongresshalle trasmette chiaramente il messaggio che si voleva trasmettere. Abbiamo visitato inoltre la mostra con fimati e documenti originali, arricchita con plastici e ricostruzioni tridimensionali che ci hanno permesso di comprendere come quegli spazi pensati ed in parte realizzati siano stati funzionali alla propaganda del regime che raggiungeva il suo culmine nelle annuali adunate e nei raduni notturni, documentati dai fotografi e dai registi dell'epoca, su tutti la regista del Fuher Leni Riefensthal (1902-2003). Oltre alla Kongresshalle, nell'area c'era Große Straße (Grande Strada), lunga 2 km, larga 40 metri e pavimentata con 60.000 lastre di granito, era destinata alle parate militari, simboleggiando la potenza del Terzo Reich. Ed inoltre lo Zeppelinwiese, una stadio utilizzato dal partito nazista, dalla cui tribuna Hitler teneva i suoi discorsi.
La visita della città si è conclusa presso l'edificio sede del tribunale ove è stato celebrato dagli alleati dal Novembre 1945 all'Ottobre 1946, il primo e più famoso dei Processi di Norimberga.






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