4 GIORNO: Deutsche Lehrerin mit GPS: alla conquista della Scuola Italo-Tedesca. Un viaggio incredibile!
PREMESSA
L'ultimo giorno ci vede impegnati in una missione di alto livello: la visita alla Scuola Italo-Tedesca Leonardo Da Vinci di Monaco, con annesso incontro con il neo console generale d'Italia, previsto in quella sede. Ma prima di diventare diplomatici, dobbiamo affrontare la vera sfida: la metropolitana tedesca (U-Bahn). Se pensate che muovere 70 persone nel sottosuolo di Monaco sia facile, non avete conosciuto la nostra collega Lucia. Lei, oltre a masticare un po' di tedesco per una carriera pregressa in Germania, è dotata di un "GPS incorporato" e di una determinazione d’acciaio. Ci ha guidati tra i binari, treni e fermate con la precisione di un generale prussiano!
E se lo dico io che sono stato in gioventù ufficiale topografo è una vera e propria promozuone sul campo!
Per capire quello che abbiamo fatto in questo ultimo nostro giorno è necessaria una ulteriore altra spiegazione.
Già da qualche giorno, Andrea Chiarato, l'assessore del Comune di Latina (ente organizzatore del viaggio), ci aveva comunicato in maniera molto informale che ci sarebbe stata un'ipotesi, molto ma molto lontana, di poter visitare una scuola italo-tedesca di Monaco ed in quella occasione avremmo potuto incontrare anche il console generale d'Italia, tra l'altro da poco nominato.
Tutto era così generico e poco probabile che noi docenti pensavamo, e nemmeno tanto di nascosto, "nun se fa, non ce la possiamo fare..." Ed invece, come spesso succede dalle nostre parti, la precarietà diventa certezza per cui il giorno prima ci arriva la conferma che l'incontro "s'adda fare" e che l'arrivo del console era prevista per le 11,00. Pure
Il panico. Non appena Andrea ci comunica, la sera prima a cena, che ci eravamo invitati a quel doppio incontro, tra noi docenti accompagnatori si diffonde il terrore, l'angoscia, lo sgomento, la paura ed il panico, appunto! Come fare a portare 60 tredicenni in giro per Monaco in una zona periferica della città distante "anni luce" dal nostro albergo. Per di più, nella mattinata dell'ultimo giorno, in cui avremmo dovuto lasciare le stanze e fare il check out entro le 8,30!
Per raggiungere la Scuola si doveva prendere necessariamente la Metro (U-Bahn), ma la rete ferroviaria di Monaco ha 6 Metro e 13 Treni, molti dei quali passano e si incrociano nella vicina stazione centrale (Hauptbahnof). Che fare?
Alle 23,30, del giorno prima, si fa la prova. Il terzo giorno ci vede impegnati in una missione di alto livello: la visita alla Scuola Italo-Tedesca Leonardo Da Vinci di Monaco. Ma prima di diventare diplomatici, dobbiamo affrontare la vera sfida: la metropolitana tedesca (U-Bahn).
Guidati dall'imperterrita Lucia, di cui sopra, insieme ad altri docenti accompagnatori, si è scesi in stazione per fare un sopralluogo. Quale linea ? Dove passa ? Dove si scende? Quanti biglietti ? Quanti ridotti? Come stiamo con le lingue straniere? Come si imposta il totem digitale per acquistare i biglietti? Ecc., ecc. Terminato il sopralluogo avevamo più dubbi che certezze sul da fare il giorno dopo, ma come si dice...la notte porta consiglio e sicuramente il giorno dopo avremmo trovato in stazione un "omino parlante" per chiarire i nostri dubbi di percorso.
E come spesso avviene nelle cose insperate è accaduto...l'incredibile!
Ma andiamo per ordine e guardiamo la pianta della Metro di Monaco, per capire cosa ci si aspettava.
1- La nostra posizione di partenza: Stazione centrale, di fronte l'Albergo;
2- La fermata dove dovevemo scendere, Siemenswerke, per proseguire a piedi ca. 800 mt, la Scuola italo-tedesca "Leonardo da Vinci", in Wolfratshauser Str. 84 D-81379 München;
3- Al rientro, la fermata Isartor prossima al ristorante HAXN BAUER, in Sparkassenstr. 6, 80331 München
4 GIORNO: In Viaggio per la Scuola Italo Tedesca e l'incontro istituzionale con il Console
ore 6,30 Colazione
Alzataccia; tutti giù per la colazione all'apertura della Buffetteria. Dopo di che tutti sopra per rassettare le camere, preparare le valigie e scendere nella Hall per iniziare le procedure di Check-out che terminano alle 8,30, con deposito bagagli in una stanza messaci a disposizione...
Bene tutto...pure troppo!!
ore 8,40 tutti in strada per la vicina stazione. Scendiamo, creando la "solita" atmosfera di ordine e precisione nostrana che i tedeschi adorano molto. Ci avviciniamo ai Totem per scegliere la linea, ma tutti noi adulti siamo alla disperata ricerca di un "omino parlante"...senonché troviamo la biglietteria aperta con un'operatrice... parlante. E' fatta abbiamo esclamato: docenti accompagnatori si precipitano al desk, Andrea naturalmente, causa di tutto ciò si tiene a dovuta distanza per controllare i ragazzi, dice lui!!
Utilizzando il nostro molto probabile anglo-tedesco, riusciamo ad interagire con la tapina che tra un "grosse gruppe", "ticket group" "and two group tickets for me"...va nel panico, ma siccome è tedesca non lo fa vedere. Avvertiamo il suo disorientamento, quando inizia a prendere appunti su un foglio di carta, qualche cancellatura, ricalcolo e ops...Mi sa che ce l'abbiamo fatta!
Tutti in ordine ci rechiamo nel binario indicato ed attendiamo la partenza. Saliamo sui vagoni ed i pochi viaggiatori lì presenti sono infreddoliti e assonnati...Niente paura, ci pensiamo noi a rallegrarli con il nostro tipico atteggiamento...insomma molti ci guardano come marziani. Ma almeno li abbiamo svegliati! Dopo qualche stazione, sul display della Matro appare "Siemenswerke" è la nostra fermata. Si scende compatti e si esce dalla stazione della metro per incamminarci verso la nostra meta:
la bilinguale deutsch-italienische Schule Leonardo da Vinci, in Wolfratshauser Starsse, 84.
ORE 9,40 Siamo li! Alla scuola italo-tedesca!! Puntuali come uno svizzero di un cantone tedesco! Ma qualcosa non va...Si sentono gli uccelli cantare, le foglie che svolazzano ed anche i nostri passi cadenzati.
Attraversiamo il quartiere di case tutte ordinate, con piccoli spazi verdi curati ma...Troppo silenzio tutto attorno e allora ci facciamo riconoscere nell'ultimo tratto del nostro percorso ed entriamo nell'edificio scolastico. Ci attendono di sotto e quando entriamo nella loro grande stanza delle riunioni capiamo che siamo attesi.
C'è un tavolo buffett, con pasticcini e bevande, ma non facciamo aspettare la direttrice che ci attende con un parte del corpo insegnate. Ci sediamo in ordine (si questa volta si) e subito ci sono i convenevoli di rito, dove Andrea che tanto aveva voluto questo incontro la fa da padrone.
Introduce il gruppo, lo spirito dell'iniziativa del
del Viaggio della Memoria, ringrazia dell'ospitalità e offre a nome dell'ammini-strazione una targa del Comune di Latina. La dirigente, Prof.ssa Patrizia Mazzadi , ci accoglie e spiega la storia dell'Istituto, voluto dai figli degli italiani in passato emigranti ma che si sono ampiamente integrati con la comunità ospitante che hanno poi voluto, attraverso una fondazione, creare questa scuola per non far perdere le radici italiane alle generazioni.
Invita poi una selezione di nostri studenti a parlare della loro esperienza in questo viaggio e di cosa porteranno in Italia della Germania. Interessanti e profonde le parole dette dai nostri alfieri. Molti sono i riferimenti alle atrocità viste nel campo di Dachau o a quanto visto nelle esposizioni di Monaco e di Norimberga. Molti pensano di ritornare con i genitori vuol dire che hanno trovato in queste città anche il simbolo della creatività artistica ed architettonica dei tedeschi. Toccanti ed emotivamente coinvolgenti sono state le dichiarazioni di una coppia di nostri alunni, che hanno messo l'accento sull'importanza di questo viaggio come una prova da loro superata, in quanto non erano mai stati da soli, lontano dai genitori e questa esperienza è stata per loro molto inclusiva, dal momento che hanno incontrato nuovi amici, superando la loro naturale "chiusura". Che dire: da docenti, sentire queste cose così profonde, dette veramente con il cuore e con la voce tremolante quasi singhiozzante significa che questo viaggio rimarrà impresso anche per questo!
ORE 11,00. L'incontro con il Console Generale d'Italia
La dr.ssa lo introduce ed Andrea lo accoglie facendogli dono del simbolo della nostra città: una scultura che rappresenta il nostro palazzo comunale.
Il Dr. Fauso Panebianco si presenta e confessa che è questo qui nella scuola italo tedesca è il suo primo incontro istituzionale, dal momento che giunto nella sua sede da un paio di giorni aveva soltanto presenziato a cene e pranzi di conoscenza. Anche questo ci inorgoglisce un po'.
L'incontro termina verso le 12,00 tutto è andato bene. Foto di rito tutti insieme, ripresa dal sito della scuola italo tedesca "Leonardo da Vinci" di Monaco.
Ma noi siamo giunti a metà dei nostri impegni. Riusciremo ora a riprendere la metro ma con direzione diversa perché il ristorante ci aspetta per le 12,00 mentre il pullman per l'aeroporto alle 13,30?
Certamente! Ci mettiamo all'opera: docenti apricoda, docente chiudi coda la masnada al centro e via ritorniamo alla stazione di Siemensewerke, e poi scegliamo il binario giusto. Fortunatamente la nostraDeutsche Lehrerin mit GPS (incorporated), la cara Lucia, si sbraccia, ci indica e ci porta dalla parte del binario giusto per la Linea che, verso il centro città, ci farà scendere alla fermata Isartar.
Saliamo con la nostra solita italica nonchalance, nel senso che portiamo un po' di verve mediterranea nei sempre taciturni viaggiatori tedeschi, e dopo 5-6 fermate arriviamo a quella giusta.
Ma mica siamo agitati...solo un pochino!
E mentre io, torvo e cupo in viso, riprendo gli alunni sul comportamento da tenere nelle carrozze, l'assessore si divertiva a documentare la mia serafica espressione!
Lui, l'assessore, che ci aveva portati tutti ad assolvere i suoi impegni, non sapeva cosa si stava tramando. Mentre io, in cuor mio, avvertivo che qualcosa sarebbe accaduto di lì a poco, anzi molto presto era andato tutto troppo bene. Era come se qualcuno me lo avesse fatto capire, me lo avesse preannunciato.
E così tra questi pensieri assorto, tra la confusione ed anche un po' di agitazione arriviamo al punto previsto. Al segnale luminoso visibile sul pannello elettrico dei vagone indicante la nostra fermata, Isartar, non appena si aprono le porte tutti insieme all'unisolo scendiamo e ci fermiamo sulla piattaforma dei binardi per riunire tutto il gruppo e verificare che ci siano tutti
Ed ecco che accade l'imponderabile, l'arcano tanto atteso, un vero e proprio colpo di teatro quando la mia Emmuzza, guardando il riflesso nel vetro scuro del treno in corsa, si è spaventata a morte pensando che un estraneo la stesse fissando... per poi accorgersi che era solo la sua immagine!Ad un certo punto, la mia tanto cara Emma lancia un grido che fa eco nella galleria della Metro: "Qualcuno è rimasto dentro!!". Io mi sono immediatamento precipitato sulle porte che intanto si erano richiuse, agendo sugli appositi tasti per farle riaprire...se non che una fragorosa risata aveva fatto comprendere alla mia tanto cara Emmuzza che quello che lei aveva visto non erano alcuni compagni rimasti nei vagoni, ma le immagini riflesse sui vetri puliti dei compagni scesi con lei. Avete capito ora perché Emma mi è tanto cara!
E' con questo spirito, smaltita la paura e l'angoscia, che ci dirigiamo verso l'uscita e puntiamo verso il nostro ristorante Haxn Bauer, nella vicina Sparkassenstr. 6. E' questo un tipico ristorante-birreria che prepara per i suoi clienti specialità bavaresi. Sono circa le 12,20, quando entriamo e veniamo accolti da Gino, il cameriere. Bastano poche parole per capire che non è bavarese. Gino è di Mesagne in Puglia! Sentire l'accento italiano e la tipica ospitalità del sud in una terra lontana come la Germania è stato come ricevere un caloroso abbraccio. Gino ha una famiglia di emigranti: ha fratelli in Svizzera, in Belgio ed in giro per altri Paesi del mondo. io da buon italiano ne approfitto per chiedere un extra. Ma alla mia richiesta sue "fosse possibile inserire nel menù previsto la degustazione di una birra bavarese per gli adulti accompagnatori e finire così in bellezza la nostra visita", arguisco dalla risposta che Gino è lontano dall'Italia da troppo tempo: Keine Biere...gratis! ... Era proprio diventato tedesco!
Terminiamo di mangiare, riorganizziamo il gruppo, riprendiamo la metropolitana, per la quarta volta, oramai siamo provetti navigatori, e alle 13,30 stavano davanti all'albergo caricando le valigie sul pullman.
Commento di questa parte della giornata: abbiamo fatto qualcosa di in...credibile!
Stiamo ai saluti perché una parte del gruppo per problemi logistici deve rimanere ancora qualche ora in città. Mentre la maggior parte dei partecipanti deve prendere l'aereo alle 16,45 per Fiumicino.





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