4 GIORNO : ZAINI PESANTI, CUORI LEGGERI: TORNIAMO AMBASCIATORI DI MEMORIE
ORE 14,30 Siamo in aeroporto.
Il viaggio volge al termine. Le valigie sono piene e gli zaini più pesanti (di souvenir, di cioccolata e di magneti), ma sono i nostri cuori ad essere davvero carichi. Abbiamo visto l'orrore di Dachau e la bellezza di Monaco e della Norimberga medievale; abbiamo riso nella metropolitana, sfidando le sue fermate e riflettuto davanti ai monumenti nella chilometrica uscita notturna della città.
Siamo però in aeroporto ed iniziano le operazioni di imbarco, check in, assegno posti, invio bagagli, emissione ticket...insomma la solita routine prevista per chi prende un aereo.
Entriamo ai varchi, nessun problema e ci rechiamo al gate assegnato. Non si nota più la rumorosa esuberanza dell'allegra brigata più volte sottolineta nelle diverse tappe del nostro Viaggio della memoria. Sarà la stanchezza, la melanconia...comunque di cose ne sono state fatte e per tutti questa sarà un'esperienza da raccontare e ricordare. I più fortunati vorranno anche ritornarci con i propri genitori o con gli affetti più cari.
Entriamo al nostro gate, in attesa dell'imbarco per Roma. Guardo i miei alunni ed i miei colleghi compagni di viaggio, sparsi tra le poltroncine dell'aeroporto o in giro per il Duty Free: c’è chi ascolta musica dividendo le cuffiette, chi ride per una foto venuta male, chi sgranocchia l'ultimo pretzel.
Certo il Viaggio della Memoria 2026, incentrato sulla visita al campo di Dachau, ma anche sui documenti e gli allestimenti del Centro di Documentazione sul Nazismo di Monaco e la Mostra di Norimberga alla Kongresse Salle con la vicina la sede del suo Tribunale per ragazzi di 13 anni è una sfida emotiva forte. Ma il ricordo della Shoà e il contrastare qualsiasi forma di Totalitarismo a difesa della libertà di tutti sono stati i principi ipiratori del Comune di Latina nella predisposizione del programma e dell'itinerario proposto.
Si teme sempre che il peso della Storia sia troppo grande per le spalle dei 13 di oggi, di ogni età. Invece, mi hanno sorpreso. Hanno saputo ascoltare, rispettare, capire, anche se in certi momenti in maniera eccessivamente fragorosa. Lo hanno dimostrato anche nella Scuola italo tedesca, dove alcune riflessioni hanno toccato le corde del cuore in profondità.
Ma la riflessione più grande che mi porto a casa, e vorrei condividere con tutti voi, non è legata solo al doveroso ruolo di "testimoni della Memoria" che questi ragazzi hanno acquisito.
C'è molto di più, ed è un messaggio profondamente positivo. Toccare con mano la privazione della libertà ha reso improvvisamente bellissimo il solo fatto di poter camminare insieme, stanchi e liberi, di potersi abbracciare, di poter progettare il domani. Non torniamo a casa solo con il ricordo della tragedia, ma con una fame di vita rinnovata. Perché la vita è bella e va vissuta nella sua pienezza. Abbiamo imparato che la memoria non serve a restare ancorati al passato, ma a difendere con fermezza la bellezza dei luoghi e l'amicizia tra le persone.
Certi tragici eventi se si ripetono è perché la Storia non ci ha insegnato nulla. E questo noi tutti dobbiamo testimoniare. insieme fin da oggi.
C'è l'annuncio, lo speaker ci chiama. Inizia l'imbarco. Ci incolonniamo nel tunnel per salire sul nostro aereo e prendere posto. E notiamo che insieme a noi c'è un'altra numerosa scolaresca, viene dall'altra parte dell'Atlantico. Forse anche loro porteranno lo stesso nostro messaggio.
Il nostro volo è LH 1870. Iniziano le fasi della partenza. Il volo parte in orario. Andiamo incontro al sole. La giornata oggi è chiara e priva di nubi. Mancheremo ai tedeschi.
L'altitudine del volo ci permette anche di osservare il paesaggio sotto di noi. Dopo qualche minuto sorvoliamo le Alpi Bavaresi, ed ancora dopo un pò le nostre Alpi innevate e con i ghiacciai che ancora si riconoscono. L'aereo prosegue fino a che dopo aver sorvolato i laghi del circondario dei colli albani vira verso il Tirreno, sorvoliamo Aprilia, in lontananza si vede il Circeo e forse anche Latina.
Il sole sta per tramontare prima ancora che il nostro aereo avvisti Ostia e la voce del Tevere.
Atterriamo. Siamo a casa. Inziamo il nostro lavoro e sono le 18,15.
RINGRAZIAMENTI
Un ringraziamento speciale va a chi ha reso possibile tutto questo: il Comune di Latina per aver proposto il Viaggio della Memoria 17-20 Marzo 2026; l' assessore alle politiche giovanili, Dr. Andrea Chiarato, che ci ha accompagnato e che ci ha fornito anche alcune fotografie che non sarebbero dovute essere pubblicate.
All' agenzia Pyrgos Viaggi con la sua instancabile Group Leader Stefania. Grazie alle guide che ci hanno pazientemente sopportato: Marcus, Fiorella, Giada, Stefan, Enrica, Gabrielle e Walterina; ed ai diversi autisti, di cui ricordo solo il nome di uno, Tony.
E poi alle famiglie dei ragazzi per aver permesso loro la partecipazione a questa Viaggio che sarà di stimolo al miglioramento di se stessi e a guardare il loro futuro con maggior consapevolezza e responsabilità.
Ma il grazie più grande va ai ragazzi. non ricordo il nome di tutti mai di qualcuno lo voglio fare:
Patrizia, la mia make up personale, Viola, la più smart di tutti, Alessio, che ha aiutato molto il suo compagno di stanza e di cui non ricordo il nome (gli anni incalzano per me!), Giada e Marta, che non devono dire nulla di quello che hanno visto ai lori compagni di classe, Penelope che mi ha fornito tante delle fotografie utilizzate. E come non ricordare Vittoria, timida ma precisa come un tedesco di Germania.
Ed ancora Ludovica, per le sue case di Grattugia, Eleonora, che sa tutto della madre di Riccardo Cuor di Leone, e di Chiara per la lezione sull'arte e sui capitelli greci. E poi Luca, Alessio e l'altro...ed ancora Rebecca, Marco Lorenzo. siete stati comunque tutti esemplari.
E, last but not least , direbbero gli inglesi, i miei colleghi accompagnatori Anna Maria, Marilena, Francesca, Rosa, Loredana, Simona, Lucia e per partigianeria e per corrispondenza di sensi, su tutti Sante, di nome e di fatto e il mittiko Ubaldo.
Torniamo a casa non solo come studenti ed accompagnatori, ma come custodi di una Memoria che non deve morire.
Chissà, forse ci si rivedrà in un prossimo viaggio...

Commenti
Posta un commento